I programmatori sono ben consci che molti dei brevetti sul software coprono idee di cui si può ridere per la loro ovvietà. Tuttavia i difensori del sistema dei brevetti sostengono spesso che queste idee non sono banali, e che diventano ovvie solo con un giudizio a posteriori. Ed è sorprendentemente difficile sconfiggerli nel dibattito. Perché?
La storia del progetto GNU, come si è effettivamente sviluppata, è in vari modi diversa da questo piano iniziale. Per esempio l'inizio del progetto ebbe luogo con qualche mese di ritardo, nel gennaio 1984, e molti dei concetti filosofici sul software libero furono chiariti solo alcuni anni dopo.
Questo schema creato da Chao-Kuei e modificato in seguito da molte altre persone rappresenta le differenti categorie di software. Lo schema è disponibile come immagine vettoriale SVG e come file XFig, sotto licenza GNU GPL versione 2 o successiva o a vostra scelta sotto GNU FDL 1.2 o successiva, o sotto “Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo” versione 2.0 o successiva.
Ogni decisione presa ha origine nei propri valori e obiettivi. Questi possono essere tanti e differenti; la fama, il profitto, l'amore, la sopravvivenza, il divertimento e la libertà sono alcuni degli obiettivi che una brava persona può avere. Quando però l'obiettivo è una questione di principio, si è soliti parlare di idealismo.
Il “software libero” è software che rispetta la libertà degli utenti e la comunità. In breve, significa che gli utenti hanno la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, modificare e migliorare il software. Quindi è una questione di libertà, non di prezzo. Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla “libertà di parola” e non alla “birra gratis”; in inglese a volte usiamo libre, riciclando la parola che significa “libero” in francese e spagnolo, per disambiguare [NdT: il termine free in inglese significa sia gratuito che libero, in italiano il problema non esiste].
Venticinque anni fa, il 27 settembre 1983, annunciai un piano per creare un sistema operativo completamente libero chiamato GNU, che sta per “GNU Non è Unix” (GNU's Not Unix). Per il venticinquesimo anniversario del sistema GNU, ho scritto questo articolo su come la nostra comunità può evitare compromessi disastrosi. Oltre ad evitare questi compromessi, ci sono molti modi in cui potete aiutare GNU e il software libero. Un modo molto semplice è dire di no all'uso di un programma non libero o un disservizio il più spesso possibile o anche una volta.
Hai detto “proprietà intellettuale”? È un miraggio seducente
È diventato di moda riferirsi al copyright, ai brevetti, ed ai marchi di fabbrica (tre entità nettamente distinte, normate da tre classi di leggi nettamente distinte) come “proprietà intellettuale”. Questa moda non è sorta per caso – il termine sistematicamente distorce e confonde queste questioni, ed il suo uso è stato promosso dalle aziende che, da questa confusione, traggono vantaggio. Chiunque desideri riflettere con chiarezza su queste entità farebbe bene ad evitare accuratamente questo termine.
Il Manifesto GNU (che appare sotto) venne scritto da Richard Stallman all'inizio del progetto GNU, nel 1985, per sollecitare aiuto nello sviluppo del sistema GNU. Parte del testo viene da un annuncio precedente, del 1983. Fino al 1987 il manifesto venne lievemente aggiornato per tener conto degli sviluppi, ma da quel momento la scelta migliore sembra essere quella di lasciarlo immutato.
Quando cominciai a lavorare nel laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT nel 1971, entrai a far parte di una comunità in cui ci si scambiavano i programmi, che esisteva già da molti anni. La condivisione del software non si limitava alla nostra comunità; è un cosa vecchia quanto i computer, proprio come condividere le ricette è antico come il cucinare. Ma noi lo facevamo più di quasi chiunque altro.
L'interpretazione sbagliata del copyright - una serie di errori
Qualcosa di strano e pericoloso sta accadendo alle legislazioni in materia di copyright (diritto d'autore). Come stabilito dalla Costituzione degli Stati Uniti, il copyright esiste a beneficio degli utenti – chiunque legga dei libri, ascolti della musica, guardi dei film o utilizzi del software – non nell'interesse degli editori o degli autori. Tuttavia, anche quando la gente tende sempre più a rifiutare e disubbidire alle restrizioni sul copyright imposte “a loro beneficio”, il governo statunitense vi aggiunge ulteriori restrizioni, cercando di intimorire il pubblico e costringerlo ad ubbidire sotto la pressione di nuove e pesanti sanzioni.
Perché il software libero ha bisogno di documentazione libera
La più grande carenza nei sistemi operativi liberi non è nel software ma nella mancanza di buoni manuali liberi da includere in questi sistemi. Molti dei nostri programmi più importanti non hanno un manuale completo. La documentazione è una parte essenziale di qualunque pacchetto di software; è una grossa lacuna quando un pacchetto importante di software libero è fornito senza un manuale libero. Di queste lacune attualmente ne abbiamo molte.
La tecnologia dell'informazione digitale contribuisce al progresso mondiale rendendo più facile copiare e modificare le informazioni. I computer promettono di rendere questo più facile per tutti noi.
Perché l'“Open Source” manca l'obiettivo del Software Libero
Quando definiamo “libero” il software, intendiamo che rispetta le libertà essenziali degli utenti: la libertà di eseguire il programma, di studiare il programma e di ridistribuire delle copie con o senza modifiche. Questa è una questione di libertà, non di prezzo. Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla “libertà di parola” e non alla “birra gratis” [NdT: il termine free in inglese significa sia gratuito che libero, in italiano il problema non esiste].
Da chi dovrebbe ricevere ordini il nostro computer? La maggior parte della gente ritiene che il computer dovrebbe obbedire all'utente, non a qualcun altro. Con un progetto denominato “informatica fidata” (Trusted Computing), le grandi aziende mediatiche, incluse l'industria cinematografica e quella musicale, insieme ad aziende informatiche quali Microsoft e Intel, stanno cercando di fare in modo che il computer obbedisca a loro anziché all'utente. (La versione Microsoft di tale sistema si chiama Palladium). Alcuni programmi proprietari presentavano già delle funzioni malevole, ma tale progetto le renderebbe universali.
Su Internet il software non libero non è l'unico modo per perdere la vostra libertà: il servizio come surrogato del software (Service as a Software Substitute, SaaSS) è un altro modo per lasciare che qualcun altro abbia potere sulle vostre attività informatiche.
Termini da evitare (o usare con cura) perché imprecisi o fuorvianti
Ci sono vari termini ed espressioni che consigliamo, almeno in determinate situazioni, di evitare perché risultano ambigui oppure implicano un'opinione che non condividiamo e che speriamo non condividiate nemmeno voi.